SACCHARUM OFFICINARUM o CANNA DA ZUCCHERO

SACCHARUM OFFICINARUM o CANNA DA ZUCCHERO

La pianta di Saccharum Officinarum conosciuta anche come Canna da zucchero o Cannamele, è una pianta tropicale perenne a portamento cespuglioso, appartiene alla famiglia delle Poaceae (Graminacee) ed è originaria delle regioni indo-malesi. Questa pianta venne portata in Europa dagli Arabi, prima in Spagna nel 700 d.C. e in Sicilia nel 900 d.C., successivamente nel resto dell’Europa.

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Oggi la Canna da zucchero è coltivata in quasi tutta l’Asia, nell’America del Nord, Centrale e del Sud; in Europa è limitata alla Spagna; in Italia non vi sono coltivazioni, possibili solamente in alcune zone della Sicilia e della Calabria.

La pianta di Saccharum può raggiungere i 4-5 metri di altezza, i suoi fusti, molto simili a quelli del bambù, sono detti culmi e sono cavi; Hanno un diametro dai 3 ai  5 cm e raggiungono i 10 Kg di peso, possono aver colore giallo, violaceo o rossiccio ed essi contengono un fluido sciropposo da cui, dopo vari procedimenti industriali, viene ricavato lo zucchero.

Le sue foglie  sono lunghe, verdi e lanceolate; il culmo che andranno a ricoprire è suddiviso in nodi ed internodi e le foglie crescono ognuna da un nodo diverso. I nodi normalmente sono molto vicini alla base del culmo e tendono a distanziarsi allontanandosi dal terreno.

I suoi fiori sono delle spighe simili a quella dell’avena e del frumento,  sono riuniti in infiorescenze chiamate pannocchie che raggiungono anche i 90 cm.

Le sue radici sono cilindriche ma non sono rizomatose.

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ESPOSIZIONE: la Canna da zucchero necessita di un ambiente umido e caldo per crescere al meglio.

TEMPERATURE: la temperatura di coltivazione non deve mai scendere sotto i 20°C, altrimenti la pianta subisce irreparabili danni. In Italia potrebbe sopravvivere in natura solo nel Sud mentre nel resto del Paese, va collocata in zone riparate dal freddo e dal vento, come le serre o gli ambienti domestici illuminati e riscaldati.

ANNAFFIATURE: l’apporto idrico abbondante nella stagione primaverile è fondamentale per favorire la formazione del fluido contenuto nel midollo dei culmi, che successivamente sarà trasformato in zucchero.

TERRENO: gradisce terreni di natura argilloso- silicea.

MOLTIPLICAZIONE: la riproduzione avviene per talee, solitamente le piantine vanno messe a dimora con una distanza di un metro e mezzo da un esemplare all’altro; il trapianto va effettuato in primavera e va somministrata molta acqua per favorire la formazione dello zucchero. Al momento della raccolta è molto importante che il culmo venga reciso e non strappato, infatti lasciando la sua radice intatta, il fusto è in grado di ricrescere ed essere disponibile alla raccolta l’anno successivo.

Queste piante impiegano 12 mesi per raggiungere la maturazione e lo stesso esemplare può perennare per 7-8 anni.

CURIOSITA’: la Canna da zucchero, recisa alla base e privata di foglie e spighe, è trasportata nelle industrie dove dei molini a cilindri orizzontali schiacciano la canna, spremendone il succo contenuto al suo interno. Il succo, raccolto in una vasca sottostante, viene sottoposto ad un procedimento di ebollizione e depurazione. Lo zucchero greggio ottenuto può essere consumato già in questo stato oppure sottoposto ad una successiva raffinazione. Dalle canne da zucchero, oltre allo zucchero, si possono ricavare anche altri prodotti come il guarapo e altri fermentati alcolici e distillati.Zucchero-di-canna-Differenza-tra-zucchero-bianco-e-zucchero-di-canna-300x208

Un residuo di estrazione, la bagassa, viene utilizzato in svariati modi: come carburante  anche per le stesse raffinerie dello zucchero, come materia secondaria nella produzione della carta  e come fibra nella produzione di pannelli truciolati dell’industria del mobile.

Può essere utilizzato anche nella produzione del furfurale, un composto organico utilizzato come esaltatore di sapidità nell’industria alimentare.

 

 

 

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