Peonia, la rosa senza spine

Peonia, la rosa senza spine

Nessun fiore fiorisce quanto la peonia.
In confronto a lei, gli altri fiori
sembrano imprecare a denti stretti
(Amelie Nothomb)

 

E’ così che la sento spesso chiamare, in Europa. Ma la Peonia è molto più che una rosa senza spine: è un miracolo che ha attraversato gli spazi sconfinati dell’Oriente, muovendosi nei secoli tra le dinastie imperiali cinesi, arricchendosi di nuove varietà e colori grazie alla dedizione millenaria di appassionati ibridatori.

Esistono fondamentalmente due grandi gruppi di Peonie (*):

 

> Erbacee

Derivanti da varietà europee e siberiane, non lignificano sul fusto e sono diffuse e conosciute nel nostro continente da tempi antichi per le loro proprietà medicali. Nella mitologia greca Paeon, allievo di Esculapio, è protagonista di diversi miti che lo vedono tramutato in un essere immortale per mano degli dei, sottoforma di Peonia.

 

> Arbustive (arboree, legnose)

Provenienti dalla Cina e dal Giappone, contrariamente alle varietà erbacee, le Peonie arbustive presentano fusti legnosi, che si spogliano in inverno perdendo le foglie e ramificano in cespugli che raggiungono altezze anche di 200 cm. I fiori sono grandi e con colori che vanno dal bianco al giallo, dal rosa al rosso.

.

In questo post mi concentrerò sulle varietà di Peonia arborea.

Le prime tracce di questo fiore superbo si perdono nei tempi antecedenti la nascita di Cristo, epoche in cui la Peonia era apprezzata soprattutto per le sue qualità officinali. Compaiono nei giardini della Cina intorno al V secolo d.C. come ornamentali. Intorno all’anno Mille c’è un grande “fiorire” di nuove cultivar e compaiono così le varietà a corolla semidoppia e doppia. I colori spaziano dal bianco, al giallo, alle numerose  tonalità di rosso. Nella Cina odierna le varietà di peonia coltivate sono diverse centinaia (800 circa) e si sono lentamente diffuse anche nelle nostre regioni.

Se la Peonia arborea è un’essenza tipicamente Sino-giapponese è anche vero che per molti secoli il suo segreto è rimasto racchiuso nell’isolamento della Grande Muraglia. Salvo una manciata di varietà riportate in Europa dai viaggi esplorativi nell’800, occorre attendere l’apertura a Ovest della Repubblica Popolare Cinese degli ultimi anni per far conoscere all’Occidente questa straordinaria pianta.

Si legge che, nella storia, sono pochi i temi sui quali Cina e Giappone si sono trovati accomunati dall’interesse e dalla passione. Uno di questi è di certo la Peonia. Gli ibridatori cinesi ricercavano fiori doppi, con molti giri di petali e corolle complesse, pesanti e persi nel fogliame; i giapponesi amavano anche il fiore semplice, ben eretto sopra la vegetazione, concentrandosi anche sui colori e sulle morfologie delle antere, elemento primario di questa scenografia floreale.  Curiosità: pare vada ai monaci buddisti il merito di aver iniziato a far circolare tra Cina e Giappone queste varietà, permettendone mescolanza e diffusione, già dal VII secolo d.C.

Nel prossimo post illustrerò le tecniche corrette per la coltivazione e la propagazione della Peonia.
Nel frattempo ti invito a sbirciare la selezione di Peonie disponibile nel nostro vivaio online, dove puoi acquistarne in diverse varietà, tutte splendide e selezionate per il tuo giardino!

Per ogni altra domanda il vivaio è a tua completa disposizione: scrivici!

 

(*) Nota:

Per completezza di informazione è bene sapere che esiste una terza categoria ibrida di peonie, dette “intersezionali”, che presentano caratteristiche comuni ai due principali gruppi. Scaturiscono tutte dai primi ibridi tra Peonie arbustive ed erbacee creati nel 1948 da Toichi Itoh e portati in commercio negli anni successivi dal vivaista americano Louis Smirnow. Per tale ragione la Peonia intersezionale è anche conosciuta come ibrido di Itoh-Smirnow. Per approfondire l’argomento consulta questo link.

 

Lascia un tuo commento!

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>