Come eliminare i pidocchi delle piante

Come eliminare i pidocchi delle piante

Gli afidi, meglio conosciuti come pidocchi, sono forse i parassiti più diffusi e persistenti delle piante, in particolar modo quelle da interno.

La buona notizia è che non sono difficili da eliminare, a patto di affrontarli nel modo giusto.

Nelle piante da giardino e da terrazzo la situazione peggiora normalmente solo in estate, ma nell’ambiente domestico i pidocchi prosperano in modo permanente e rappresentano un pericolo per tutto l’anno.

Esistono più di 200 specie di afidi, alcune delle quali sono parassiti specifici di alcune specie; possono assumere qualunque colore: dalle diverse tonalità del verde al nero, rosa, marrone, rosso, bianco e arancio.

 

Come si presenta l’attacco

Tutte le parti della pianta possono essere attaccate: foglie, boccioli, fiori, rami, radici.

Nella maggior parte dei casi le parti colpite sono i germogli più teneri, la pagina inferiore delle foglie e il fusto della pianta, da cui si dipartono i rami. Il danno causato dagli afidi è di facile identificazione in quanto compare una fuliggine nera, sulla quale gli insetti risultano visibili.

Gli afidi penetrano i tessuti della pianta con la loro sottile bocca a tubo (rostro) e poi succhiano la linfa: si nutrono in continuazione e ingeriscono quindi una grande quantità di linfa, danneggiando notevolmente la pianta. Inoltre poi eliminano l’acqua e gli zuccheri inutili al loro organismo e lasciano sulle parti attaccate la caratteristica patina appiccicosa. Su questa sostanza cresce poi una muffa nera, anch’essa molto dannosa.

Qualsiasi pianta sotto stress può essere vittima degli afidi, per questo dovresti sempre assicurarti che le tue piante crescano bene: evita di concimarle troppo (altrimenti l’alta concentrazione di azoto aumenterà la produzione di linfa), fai attenzione a non bagnarle troppo (o troppo poco) e verifica che non siano sofferenti.

 

Il ciclo di vita

La maggior parte degli afidi che insidiano le piante da appartamento è molto piccola (1-3 mm), mentre nei giardini si possono incontrare delle specie più grandi, che, a meno di forti gelate, superano l’inverno senza problemi.
Gli afidi hanno un corpo liscio e ovale, antenne, lunghe zampe, e due evidenti rostri che terminano nello stomaco. Alcuni sono alati, altri no.
Le larve giungono a maturazione nel giro di 7-8 giorni e sono subito in grado di riprodursi.

 

Come intervenire

Fintanto che il problema è di poca rilevanza, è possibile eliminare gli afidi rovesciando la pianta ed immergendola in un catino di acqua tiepida.
Questo sistema va sempre bene, tranne nel caso in cui la pianta sia di dimensioni troppo grandi oppure sia appena stata rinvasata.

Se l’infestazione è recente, un altro metodo efficace è semplicemente quello di lavare le parti colpite con una spugna imbevuta di acque sapone. Il sapone uccide gli afidi: applicalo più volte nel corso di due settimane per essere sicuro che ogni parassita venga eliminato.

Se invece il problema è in stadio avanzato e decidi di intervenire chimicamente, ricorda che alcune specie non sopportano bene gli antiparassitari e che gli afidi possono sviluppare una buona resistenza a qualunque insetticida, se utilizzato ripetutamente.

 

Il tipo di insetticida

Il modo in cui un preparato opera è importante quanto la sua composizione. Si possono distinguere i vari insetticidi in:

  • sistemici: vengono assorbiti nel sistema linfatico della pianta e quindi avvelenano gli afidi che succhiano la linfa;
  • per contatto: entrano direttamente in contatto con gli afidi e devono perciò essere necessariamente spruzzati direttamente su di essi.

Sia gli insetticidi sistemici sia quelli da contatto possono rimanere sulla pianta o sul terreno per tempi diversi: quelli non persistenti non durano più di un giorno due, mentre quelli moderatamente persistenti possono rimanere sull’esemplare anche per alcune settimane.

 

Nella scelta dell’insetticida ciò che va valutato è il principio attivo: spesso infatti lo stesso principio è in vendita con nomi commerciali diversi.

I principi attivi non persistenti che agiscono per contatto e possono essere efficacemente impiegati per combattere gli afidi comprendono:

  • piretro: è molto sicuro;
  • malathion di sintesi: dura per cinque giorni ed è fitotossico per crassula, felci, gerbera, orchidea, pilea;
  • piretrine sintetiche come la deltametrina e la cypermetrina (entrambe molto sicure).

 

Gli ingredienti attivi persistenti che agiscono per contatto includono:

  • diazinon: è efficace per immersione contro gli afidi delle radici; dura 2 settimane e va usato con cautela sulle felci;
  • fenitrothion: dura 2 settimane;
  • poretroide sintetico permethrin: dura circa 1 settimana;
  • l’agente specifico per afidi pirimicarb (dura 2 settimane: particolarmente indicato per le piante ornamentali perché non è fitotossico e quindi non danneggia le piante in modo notevole e nel contempo si dimostra particolarmente efficace);
  • pirimiphos-methyl (dura 1 settimana).

 

Anche la maggior parte degli insetticidi sistemici si dimostra piuttosto persistente. Il più noto di questi prodotti risulta essere il etioferncarb (da usare con cautela su cineraria, crisantemi, ciclamini, ortensie, felci, begonie, fucsia, stelle di natale).

 

Come applicare gli antiparassitari

Applica i prodotti all’esterno della casa, in una giornata mite e non ventilata, e tieni le piante lontane dal sole fino a quando non sono ben asciutte.
In alternativa puoi operare sul davanzale della finestra.

Vi sono molti modi diversi per somministrare l’insetticida: scegli quello più adeguato alle condizioni di crescita delle piante da trattare:

  • coni combustibili: sono una soluzione efficace nelle serre, ma assolutamente inadeguati per le abitazioni, a meno che tu possa facilmente spostare i vasi in una serra.
  • polveri insetticida: vengono spruzzate direttamente sul parassita e rovinano temporaneamente l’aspetto della pianta; sono però adeguate nel caso in cui la sostanza chimica richiesta sia disponibile solo sotto quella forma.
  • formulazioni liquide ad alta concentrazione: devono essere diluite e miscelate in base alle istruzioni del produttore. Palline o coni impregnati di insetticida possono essere risolutivi nel caso di piante grandi o cestini pensili.
  • spray: sono una scelta cara ma efficace. Non si devono miscelare e sono pronti per l’uso.

 

Sul mercato vengono introdotti in continuazione nuovi prodotti: leggi attentamente le istruzioni e scegli quello più indicato per il caso specifico.
Infine, qualunque metodo decidi di utilizzare, il risultato sarà una massa di afidi morti: ad operazione ultimata è dunque una buona idea quella di lavare bene la pianta.

 

Trattamenti specifici

Ecco come trattare gli afidi sulle piante da appartamento più note:

Violetta africana (Saintpaulia). Annaffia mensilmente con trattamento sistemico, particolarmente efficace per ridurre i rischi di infestazione. Gli afidi preferiscono i germogli più teneri, in particolare fiori e boccioli.

Orchidee. Gli afidi attaccano raramente la pianta, perché preferiscono il fiore. Spruzza del pirimicarb o del malathion.

Geranio. Gli afidi sono un problema comune: cerca i primi segni di invasione nel mese di febbraio (le foglie arricciate sono uno di questi indizi). Usa malathion, pirimcarb o permethrin per debellare il parassita.

 

 

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